NEL CUORE DEL PARCO
Nel regno dei Pini Loricati
Escursioni negli ambienti montani più interessanti del Parco
1 - La grande porta del Pollino e Serretta della Porticella
2 - Serra di Crispo
3 - Serra delle Ciavole
4 - Serra Dolcedorme mt. 2268(la vetta più alta del Parco)
5 - Pollino, la dolina del Pollinello e il PatriFESTE POPOLARI NEL
PARCO NAZIONALE DEL POLLINO
I riti arborei rappresentano un unicum nel ventaglio delle tradizioni del Mezzogiorno d'Italia. Nei boschi vengono abbattuti gli alberi('pitu e cuccagna) destinati al trasporto con i buoi in paese. L'unione dei due alberi, il faggio e l'abete, esprime la fusione della forza virile e della fecondità femminile e simboleggia la fecondità della terra. Prima del trasporto, gli animali ('paricchi') e i bovari ('gualani') vengono benedetti sul sagrato della chiesa, in ossequio alla sacralità dei gesti che si consumano durante l'intero rito, che è di origine pagana. Nella notte dei tempi si perdono anche i natali del ballo dei Cirii. Tra le altre manifestazioni di rilevante interesse antropologico si segnala il carnevale di paglia ('pagghia'), un carnevale povero di matrice contadina. Infatti, una tradizione che resiste e che ultimamente si è anche rafforzata è quella del processo a "Carnilivaru i Pagghia", un fantoccio di paglia che viene condannato al rogo per aver portato via ai contadini tutti i prodotti della terra. Un Carnevale ozioso, vizioso, perdigiorno che deruba la povera gente. Tutti i sudori e le fatiche dei contadini vanno in fumo, o meglio, in pancia a Carnevale che, catturato dai gendarmi, viene portato davanti al giudice che gli comminerà la più alta delle pene: la condanna al rogo.
PEDALANDO IL PARCO!
Sulle due ruote per esplorare i boschi selvaggi del Parco del Pollino, affittando le mountain-bike, guidati da un accompagnatore che aiuterà a scoprire le ricchezze dell'area protetta, lungo un divertente percorso adatto a tutti. Un primo e divertente approccio all'esplorazione del Parco con l'avvicinamento ad uno sport salutare ed ecologico.
IL PARCO IN INVERNO
Passeggiata serale con racchette da neve lungo un sentiero illuminato da fiaccole per giungere in un rifugio immerso nella natura. Cena a base di prodotti tipici e pernottamento. La domenica colazione ed itinerario a piedi nel parco.
IL PARCO D'INVERNO:
NON TUTTI VANNO IN LETARGO
Il fascino dell'inverno nelle fredde giornate di sole o con la nebbiolina che si alza dalla terra gelata. Gli alberi spogli attraverso i quali con un po' di fortuna si possono ammirare cervi, cinghiali e tutti gli animali del Parco che non vanno in letargo.
ATTIVITA' SPORTIVE
sci da fondo;
escursione con le racchette da neve;
arrampicata sportiva.
ATTIVITA' CULTRALI E VISITE GUIDATE
visita guidata nei centri storici del Parco;
seminario di cucina di montagna;
visita alle aziende certificate a marchio parco del Pollino;
visita alle comunità Albanesi periodo 1470/1540;
sui sentieri dei Briganti;
Si possono effettuare escursioni con guide specializzate; °La Grande Porta del Pollino (mt. 1900) fino a giungere alla Sorgente Pittacurcio; si può raggiungere la vette di Serra di Crispo (mt. 2056) e tra i pini Loricati del Giardino degli Dei godremo di un suggestivo tramonto; per raggiungere la vetta di Serra Dolcedorme (mt. 2266), la montagna più alta dell'Appennino meridionale.Scendendo lungo la cresta sud-est, si arriva nel piano di Acquafredda (mt. 1800);in discesa il sentiero del Passo delle Ciavole, attraversando i Piani di Pollino (mt. 1774)Seguendo la strada sterrata attarverso Piano Iannace e Piano S. Francesco, si ritorna alla sorgente Acquatremola. Seguendo un sentiero si attraversa la Serretta del Prete, fino all'imbocco della strada di Colle del Prete, passando per i piani di Pietrasasso e il belvedere del Monte Tumbarino;
*Facile e breve risalita del canyon del Raganello.Si risale stando in acqua il torrente quanto basta e in sicurezza per vivere la sensazione di trovarsi dentro a questo canyon così profondo.
*Rafthing nelle gole del fiume Lao con gommoni o praticando torrentismo;
*Il Fosso Iannace in area montana tra il Santuario di Madonna del Pollino ad ovest e più lontana ad est Serra di Crispo e si snoda lungo la direzione nord-sud. Gli elementi naturali particolari che associati ai Faggi e a qualche vecchio Acero costituiscono la caratteristica di questo percorso sono i grandi Abeti Bianchi residue testimonianze di ere glaciali.Tutto il percorso dall'autunno alla primavere vede presente nel fosso di Iannace una notevole quantità di acqua che con salti vorticosi tra grossi blocchi di roccia calcarea rende estremamente interessante ed emozionante tutto il percorso che in alcuni tratti continua con attraversamenti del torrente su appositi ponticelli in legno.
*BOSCO MAGNANO E LA RISALITA DEL TORRENTE PESCHIERASi parte da quota 585 m. alla confluenza del fiume Frido con il Peschiera e si risale lungo un sentiero che segue il letto del fiume attraversando boschi di ontani, faggi e cerri con formazione di rocce ofiolitiche, per arrivare dopo un percorso di 2km alle casette della forestale. Da qui volendo si può tornare indietro camminando nelle trasparenti acque del torrente (in estate) o seguire un altro sentiero che attraversa il bosco.
Dalla struttura è possibile effettuare escursioni amatoriali; * sul Monte Pollino.
* Il territorio appartiene al complesso montuoso dei monti di Orsomarso e Verbicaro.
* Piano Ruggio, Altopiano di Campotenese, Bosco del Monaco, Bosco Pollinello, Bosco della Principessa.
* Fiume e sorgente Coscile.
* Sorgenti: Romanie, San Francesco, Pietra del Torno, Del Monaco, Tufarazzo, Serra, Tirone.
* Grotta di San Paolo: tappezzata da concrezioni coralloidi ha un dislivello di 41 metri e si sviluppa per 245metri
*Rovine del Convento del Collereto. A qualche chilometro dalla cittadina, immerso in grandi boschi di elci e faggi, ai piedi del massiccio del Pollino, in prossimità dello svincolo autostradale *PAPASIDERO - LA GROTTA DEL ROMITO; L'area costituita in parco archeologico dispone di un antiquario didattico con tutte le informazioni necessarie. Inciso su un masso si può osservare uno splendido graffito di 1,20 m raffigurante un toro preistorico (Bos primigenius risalente a 11.000 anni ).
*La particolarità della visita a Laino Castello Vecchio è data dalla sua ubicazione sulla Gola del fiume Lao e dal fatto di essere completamente disabitato.
*Visita nel piccolo museo di paleontologia di Rotonda. (ai reperti fossili di Elephas antiquus ) *visita presso Il centro studi "Il Nibbio"; struttura didattico scientifica, attiva e funzionale della cultura ecologica e conservazionistica ed espone un notevole numero di specie faunistiche, collocate tutte in grandi diorami che rappresentano gli ambienti più significativi del Parco
* -il museo mallecologico che riporta una raccolta di numerose conchiglie,coralli,pietre calcarie e preziose,sabbie e sedimenti calcari da tutto il mondo
*-i Ruderi del Castello normanno di Morano Calabro
*- Rovine del Convento del Collereto 10
*-Sibari con gli scavi archeologici
Pernotto presso il B&B La Conceria con prima colazione preparata con prodotti tipici, ricca di antichi sapori che si legano alle tradizioni locali: Latte, caffè, tè, succhi di frutta ,accompagnati da frutta fresca di stagione, miele, marmellate di frutta locale, biscotti, torta della nonna o crostata di confettura o ciambellone all'arancia.COSTO PERNOTTO 20-25 euro.

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